Raffinazione costiera

Mercato di riferimento (1) 

  Anno
2010
Anno
2009
Greggi ($ USA/barile)    
prezzo greggio Brent (2) 79,50 61,68
Differenziale Brent/Ural(3) 1,36 0,73
Differenziale Brent/Azeri Light (1,72) (1,31)
     
Prodotti ($ USA/tonnellata)    
prezzo Gasolio autotrazione 683 533
prezzo Benzina senza piombo 729 583
prezzo Olio Combustibile 437 346
     
Crack Spread ($ USA/barile)    
Gasolio autotrazione - Brent 12,01 9,82
Benzina - Brent 7,85 8,18
Olio Combustibile ATZ - Brent (10,71) (7,26)
     
Indicatori di margine    
EMC ($ USA/barile)(4) 0,33 0,63
EMC (Euro/barile)(4) 0,25 0,45
     
Rapporto di cambio Euro/$ USA  1,326  1,395

Fonte Platt’s
(1)   valori medi di periodo
(2)   Brent Dated: greggio leggero di riferimento, su base mean FOB
(3)   Ural: greggio pesante di riferimento, su base mean CIF
(4)  valore del margine di contribuzione “nozionale” EMC a rese FOB ottenuto con un mix al 50% dei greggi Ural e Azeri Light. Il margine nozionale EMC si riferisce ad una raffineria complessa caratterizzata da conversioni catalitiche orientate alla produzione di benzine (impianto Fluid Catalitic Cracking)


Prezzo del greggio
Nell’anno 2010 il prezzo medio del petrolio (Brent) è stato di 79,5 $USA/barile. L’aumento del prezzo del greggio di quasi 18 $USA/barile registratosi nel 2010 rispetto al 2009, nonostante la maggior produzione sia dei paesi Opec  che di quelli non-Opec, riflette il rilevante aumento della domanda petrolifera pari a +2,7 milioni di barili/giorno rispetto al 2009, che  riporta i consumi petroliferi sopra i valori del 2008 (87,4 milioni di barili/giorno rispetto agli 86,1 del 2008).
L’aumento della domanda è stato talmente rilevante che l’incremento di produzione è stato accompagnato anche da una riduzione degli stoccaggi sia a terra che viaggianti.
Il differenziale del greggio Ural verso il Brent si è allargato di 0,64 $USA/barile compensando tuttavia solo una parte del suo minor valore dovuto alla discesa del crack spread dell’olio combustibile, di cui questo greggio è ricco. Ciò per effetto della forte contrazione di disponibilità registrasi nel Mediterraneo, circa 870 migliaia di barili/giorno, pari a circa 240 migliaia di barili/giorno in meno rispetto al 2009, contrazione in gran parte dovuta alla forte riduzione delle caricazioni dal porto ucraino di Yuzhnj. Più in generale è però l’intera area delle caricazioni di greggio Ural nel Mar Nero che ha sofferto a favore dell’apertura delle nuova rotta d’esportazione in Far East (+300 migliaia di barili/giorno nel 2010), a fronte di una sostanziale stabilità delle caricazioni in Nord Europa.
Il differenziale del greggio Azeri Light è aumentato di 0,40 $USA/barile, riflettendo il rincaro del gasolio, prodotto di cui è ricco questo greggio e più in generale del quadro di maggior tensione del greggio nell’area del Mediterraneo (minori disponibilità di greggio Ural ed Iraniano) a fronte di disponibilità nel Mediterraneo sostanzialmente stabili.

Prodotti
Il gasolio autotrazione supera marginalmente i 12 dollari di crack-spread, migliorando di oltre due dollari a barile rispetto alla media 2009 e rimanendo stabilmente sopra questi valori da agosto a fine anno, con picchi sopra i 14 $USA/barile riflettendo in pieno il recupero di domanda registratosi nel 2010.
Tale aumento è stato in parte compensato da livelli di stoccaggio del prodotto, sia a terra che viaggiante, ai massimi storici degli ultimi anni e che si sono ridotti progressivamente.

Nell’anno il crack spread medio della benzina è risultato inferiore a quello del 2009 nonostante un andamento molto volatile con valori di picco tra gli 11 e i 12 $USA/barile toccati sia in marzo che in ottobre.
Per quanto riguarda l’olio combustibile Atz c’è stata una forte diminuzione (il crack spread scende di più di 3 $USA/barile) a seguito della crescente sostituzione con gas ed in generale con altre fonti d’energia non-oil nell’ambito della produzione di energia elettrica e per usi industriali.
Inoltre nell’area europea ha pesato anche la maggiore disponibilità di prodotto derivante dall’aumento dei livelli di lavorazione nella seconda parte dell’anno.
Nel Mediterraneo il prodotto ha trovato il suo finale bilanciamento grazie ad un costante e regolare flusso in uscita verso il Far East, mercato di sbocco principale per questo materiale.

Margini di contribuzione industry (EMC)
Nel 2010 il margine di contribuzione nel Mediterraneo (margine nozionale di riferimento EMC), si è praticamente dimezzato, passando da 0,63 a 0,33 $USA/barile.
La forte salita del prezzo del greggio non è stata controbilanciata in maniera soddisfacente dalla salita dei crack spread dei prodotti.
Inoltre il margine calcolato secondo la metodologia EMC ha riflesso, in questo caso negativamente, le peculiarità principali su cui si basa:

  • l’andamento dei prezzi dei due greggi di riferimento Azeri e Ural hanno registrato, come ricordato sopra, il primo un rincaro significativo, il secondo una diminuzione molto marginale rispetto alla diminuzione del valore dell’olio combustibile ATZ;
  • le rese a massima produzione di benzine, in un anno in cui questo prodotto è stato mediamente ancora più debole che nel 2009.

Sintesi dei principali risultati della Raffinazione Costiera adjusted (1)
Al fine di facilitare la comprensione dell’andamento gestionale della Raffinazione Costiera i risultati del business nel 2010 e nel 2009 sono esposti a valori correnti adjusted che tengono conto, per la quota di spettanza ERG (51%), dei risultati di ISAB S.r.l., il cui contributo nel conto economico non a valori correnti adjusted è rappresentato nella valutazione ad equity della partecipazione.

(milioni di Euro)  Anno
2010
Anno
2009
Ricavi da terzi 3.790 2.557
Ricavi infrasettori 1.256 968
Ricavi gestione caratteristica adjusted 5.047 3.525
Margine operativo lordo a valori correnti adjusted (31) (43)
Ammortamenti e svalutazioni adjusted (53) (46)
Risultato operativo netto a valori correnti adjusted (84) (90)
Investimenti in immobilizzazioni materiali ed immateriali adjusted 50 62

(1)  i dati esposti non includono:
- gli utili (perdite) su magazzino pari a +18 nel 2010 e +32 nel 2009
- le poste non caratteristiche come indicate nel capitolo “Indicatori alternativi di performance”, al quale si rimanda per maggiori dettagli

I ricavi del 2010 sono risultati superiori a quelli del 2009 per effetto del significativo incremento delle quotazioni dei prodotti ed, in misura minore, per i minori volumi dovuti anche alla fermata programmata per manutenzione effettuata nel 2009.
Il margine operativo lordo a valori correnti adjusted del 2010 è risultato superiore rispetto al 2009 grazie alla miglior performance degli impianti a seguito della fermata del 2009 ed ai minori costi fissi che hanno più che compensato gli effetti negativi sui margini di uno scenario sfavorevole.

Margini e Lavorazioni

Margini unitari di contribuzione a valori correnti adjusted (1)
di Raffinazione costiera ERG
Anno
2010
Anno
2009
$ USA/barile 2,12 2,88
Euro/barile 1,60 2,07
Euro/tonnellata(2) 11,7 15,1
     
Volumi lavorati (Ktons) 7.043 6.277


(1)
espressi al netto dei costi variabili di produzione (principalmente costi per utilities), non includono gli utili (perdite) su magazzino e le poste non caratteristiche ed includono a partire dal mese di dicembre 2008 il contributo di spettanza ERG (51%) di ISAB S.r.l.
(2) fattore di conversione barile/tonnellata pari a 7,336 nel 2010 e 7,301 nel 2009

I margini unitari di contribuzione in Euro/barile del 2010 sono inferiori rispetto a quelli del 2009 per effetto del negativo andamento dello scenario, soprattutto nel terzo trimestre, solo in parte compensato dalle migliori rese degli impianti.
Le maggiori lavorazioni sono principalmente conseguenza della fermata programmata per manutenzione effettuata nel primo trimestre 2009.
Il grado API del 2010 (33,2) è superiore a quello dello stesso periodo del 2009 (32,6) principalmente a seguito della maggiore lavorazione, per scelta economica, di grezzo e della minore lavorazione di residuo.

Sintesi dei principali risultati di ISAB S.r.l.

(milioni di Euro)  Anno
2010
Anno
2009
Margine operativo lordo a valori correnti (1) 156 136
Ammortamenti e svalutazioni (101) (90)
Risultato operativo netto a valori correnti (1) 55 46
Investimenti in immobilizzazioni materiali ed immateriali 96 117

(1) i dati esposti non includono gli utili (perdite) su magazzino pari a +36 nel 2010 e a +34 nel 2009

Si segnala che la posizione finanziaria netta della società ISAB S.r.l. al 31 dicembre 2010 risulta positiva per 75 milioni, rispetto ai 119 milioni al 31 dicembre 2009.

Approvvigionamenti e rese di lavorazione
Nel corso del 2010 le aree di provenienza delle materie prime sono state: Mar Nero 45% (47% nel 2009), East Med 25% (32%), Nord Africa 16% (21%) e Middle East 14% (0%). Si segnala, in particolare, che l’incremento di introduzioni dal Mar Nero, avvenuto negli ultimi due anni, è legato in particolare all’aumentata profittabilità di greggi leggeri.

 (migliaia di tonnellate)   Anno
2010
  Anno
2009
Consumi        
Greggio (1) 6.025  85,5%  5.192 82,7%
Residui e semilavorati 1.109  14,5%  1.085 17,3%
Totale lavorazioni (1) 7.045  100.0%  6.277 100,0%
Prodotti per miscelazione 173    110  
Totale consumi (1) 7.217    6.387  
         
Produzione        
Fuel Gas 35 0,5% 33 0,5%
GPL 131 1,9% 123 2,0%
Nafta 335 4,9% 140 2,3%
Benzine 1.408 20,6% 1.312 21,8%
Jet fuel 45 0,7% 32 0,5%
Gasoli 3.515 51,5% 3.235 53,7%
Gasolio da vuoto 363 5,3% 117 1,9%
Olio combustibile 415 6,1% 688 11,4%
Carica impianto IGCC 461 6,8% 249 4,1%
Zolfo 50 0,7% 43 0,7%
Altri prodotti per petrolchimica 67 1,0% 55 0,9%
Totale produzione 6.826 100% 6.027 100,0%
         
Autoconsumi e perdite 392   360  
(1) materie prime e semilavorati alimentati al topping

Si ricorda che le maggiori lavorazioni del 2010 sono principalmente conseguenza della fermata programmata per manutenzione effettuata nel primo trimestre 2009.
La maggiore resa in gasolio da vuoto è legata alla profittabilità della vendita di tale prodotto nel 2010. Le differenze sulle rese degli altri distillati (principalmente nafta e gasoli) sono imputabili principalmente alla qualità dei greggi lavorati rispetto al 2009. La maggiore vendita di carica all'impianto IGCC (con conseguente minore resa di olio combustibile) è legata al riavviamento del Treno 1 della gassificazione avvenuto a giugno 2010.
L’incidenza sui volumi lavorati di consumi e perdite (5,7%) è in leggera contrazione rispetto ai valori del 2009 (6,0%) grazie a una migliore performance degli impianti che già beneficiano delle azioni di “energy conservation” in corso.