Opzione Put su 51% ISAB S.r.l.
L’accordo siglato con LUKOIL in data 1° dicembre 2008 prevede il riconoscimento ad ERG di un’opzione put relativamente alla propria partecipazione del 51%. Il prezzo di esercizio dei diritti per il 100% degli assets conferiti in ISAB S.r.l. (non inclusivo dello stoccaggio minimo operativo) sarà a valori di mercato (fair market value) all’interno di un intervallo (collar) che prevede un massimo (cap) pari a 2.750 milioni di Euro ed un minimo (floor) pari a 2.000 milioni di Euro, ridotto di 15 milioni a seguito degli accordi del febbraio 2009.
L’opzione put era esercitabile a discrezione di ERG, a partire dal 2010 e per una durata di 4 anni, ad un prezzo di esercizio sostanzialmente corrispondente al fair value alla data di esercizio.
In data 31 gennaio 2011 il Consiglio di Amministrazione di ERG S.p.A. ha approvato l’esercizio dell’opzione put per una quota pari all’11% di ISAB S.r.l.
Il valore della cessione a LUKOIL della partecipazione dell’11% in ISAB (escluso il magazzino) è di 205 milioni di Euro; secondo le previsioni contrattuali, l’esercizio della opzione è avvenuta al floor.
La Società ha privilegiato la scelta dell’esercizio parziale al fine di consentire al Gruppo di mantenere un adeguato ruolo industriale nel business della raffinazione costiera in partnership con LUKOIL, coerentemente con la strategia multi-energy del Gruppo, e di rafforzare ulteriormente la propria struttura finanziaria.
A seguito dell’operazione ISAB sarà partecipata al 60% da LUKOIL e al 40% da ERG. La Società continuerà ad essere gestita dai due azionisti sulla base degli esistenti accordi parasociali con una governance paritetica sulle principali decisioni di business, e con un operating agreement che ne garantisce l’autonomia e l’indipendenza gestionale.
Il closing dell’operazione è previsto entro la fine del primo trimestre del 2011.
Il fair value dell’opzione put dipende dal fair value del sottostante, sia per quanto concerne il 51% detenuto al 31 dicembre 2010, sia per la quota parte dell’11% esercitato a gennaio 2011.
Sulla base di un apposito studio predisposto da esperti indipendenti la valutazione dell’opzione non risulta quantificabile in quanto la gamma di stime ragionevoli di fair value è molto ampia e le probabilità delle varie stime non possono essere valutate ragionevolmente dal momento che nel processo di valutazione intervengono variabili riconducibili ad elementi negoziali, alla natura non standard del sottostante (che comporta considerazioni non solo di tipo finanziario ma anche industriale) nonché ad elementi connessi alla modalità dell’esercizio dell’opzione.
Per queste motivazioni, in conformità alle indicazioni previste dallo IAS 39, non è stato possibile valutare al fair value l’opzione put al 31 dicembre 2010.
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