Nota 44 - Informativa sui rischi

I principali rischi identificati e attivamente gestiti dal Gruppo ERG sono i seguenti:

  • il rischio di credito, col quale si evidenzia la possibilità di insolvenza (default) di una controparte o l’eventuale deterioramento del merito creditizio assegnato;
  • il rischio di mercato, derivante dall’esposizione alle fluttuazioni dei tassi di cambio, principalmente tra Euro e dollaro americano, dei tassi di interesse, nonché dalla variazione dei prezzi dei prodotti venduti e degli acquisti di materie prime (rischio volatilità prezzo commodity);
  • il rischio di liquidità, che esprime il rischio che le risorse finanziarie disponibili risultino insufficienti a mantenere i propri impegni di pagamento.

Il Gruppo ERG attribuisce grande importanza alla identificazione e misurazione dei rischi e ai connessi sistemi di controllo, in modo da poter garantire una gestione efficiente dei rischi assunti. Coerentemente con tale obiettivo, è stato adottato un sistema di Risk Management avanzato che garantisce, nel rispetto delle politiche esistenti in materia, l’individuazione, la misurazione e il controllo a livello centrale per l’intero Gruppo del grado di esposizione ai singoli rischi.
La funzione Finance Risk Management assicura la coerenza con i limiti assegnati e fornisce adeguato supporto con le proprie analisi, sia alle singole società controllate sia al Comitato Rischi e all’Alta Direzione della Capogruppo, per le decisioni di tipo strategico.

Rischio di credito
L’esposizione al rischio di credito insito nella possibilità di insolvenza (default) di una controparte e nel deterioramento del merito creditizio di una di queste viene gestita attraverso opportune analisi e valutazioni di ogni singola controparte, attribuendo per ognuna un rating creditizio interno (Internal Rating Based). L’assegnazione della classe di rating fornisce una stima della probabilità di default della controparte e per ogni livello viene indicato il grado di affidamento che viene puntualmente monitorato e che non deve mai essere superato. La scelta delle controparti relativamente sia al business industriale sia alle negoziazioni finanziarie sottostà ad elevati rating di merito creditizio.
Anche il rischio di concentrazione, sia per cliente sia per settore viene monitorato in continuo senza però aver mai presentato situazioni di allerta.

La tabella sottostante fornisce informazioni circa l’esposizione del Gruppo ERG al rischio di credito a fine esercizio, mediante classificazione delle attività in funzione del merito creditizio corrispondente ai rating interni assegnati. 

(migliaia di Euro)  2010 2009
     
Valutazione AAA 3.012 2.354
Valutazione AA+ / AA- 1.825 80.065
Valutazione A+/A- 145.354 133.512
Valutazione BBB+ / BBB- 42.468 39.909
Valutazione BB+ / BB- 41.626 29.231
Valutazione B + / B - 1.397 8.388
     
Crediti verso imprese del Gruppo 102.369 121.926
Non assegnati 22.266 86.561
Totale 360.317 501.946

Rischio di liquidità
Il rischio di liquidità si identifica con il rischio che le risorse finanziarie possano non essere sufficienti a coprire tutti gli obblighi in scadenza. A oggi il Gruppo ERG garantisce con la generazione di flussi di cassa e con la disponibilità di linee di credito messe a disposizione da controparti diverse, l’adeguata copertura dei propri fabbisogni finanziari.

Le seguenti tabelle riassumono il profilo temporale delle passività finanziarie del Gruppo al 31 dicembre 2010 e al 31 dicembre 2009 sulla base dei pagamenti contrattuali non attualizzati. 

31/12/2010     Scadenziere dei debiti    
(migliaia di Euro) Su richiesta inferiore a 3 mesi da 3 a 12 mesi da 1 a 5 anni superiore a 5 anni
           
Mutui e finanziamenti - 2.923 197.849 478.699 -
Project Financing no recourse - 6.558 111.887 426.478 480.729
Debiti verso banche a breve 527.498 - - - -
Strumenti derivati - - 12.929 18.311 -
Debiti finanziari - 29.904 4.235 26.779 11.108
Debiti commerciali - 640.200 20.352 - -
Totale passività 527.498 679.585 347.252 950.267 491.837
31/12/2009     Scadenziere dei debiti    
(migliaia di Euro) Su richiesta inferiore a 3 mesi da 3 a 12 mesi da 1 a 5 anni superiore a 5 anni
           
Mutui e finanziamenti - 242.455 166.352 528.974 14.174
Project Financing no recourse - 546 88.628 214.416 76.123
Debiti verso banche a breve 1.095.187 - - - -
Strumenti derivati - 434 4.201 2.013 -
Debiti finanziari - 63.746 20.487 37.903 13.411
Debiti commerciali - 669.625 1.731 243 172
Totale passività 1.095.187 976.806 281.399 783.549 103.880

Rischio di mercato
Il rischio di mercato comprende il rischio di cambio, il rischio di tasso di interesse e il rischio prezzo delle commodity. La gestione di tali rischi è disciplinata dalle linee guida indicate nella Policy di Gruppo di Risk Management e da procedure interne alla funzione Finanza operativa.
Inoltre, per il business Power & Gas sono state sviluppate specifiche politiche e procedure di risk management, basate sulle best practice di settore, per la continua misurazione dei livelli di esposizione al rischio rispetto ad un valore di Risk Capital allocato dalla capogruppo.

Rischio di cambio
Il rischio di cambio è la variazione dei tassi di cambio espressi nelle varie divise rispetto all’Euro che incide sui risultati economici dell’impresa. I flussi netti in valuta generati dall’azienda diversi dall’Euro (valuta di riferimento) costituiscono l’esposizione al rischio di cambio. Al fine di poter ridurre la volatilità di tali esposizioni vengono eseguite operazioni di copertura (hedging) sia sul mercato a pronti sia sul mercato a termine.
La seguente tabella evidenzia l’impatto sull’utile ante imposte,mantenendo fisse tutte le altre variabili derivante dal diverso fair value delle attività e delle passività finanziarie a seguito di una variazione del +/-10% del tasso di cambio del dollaro.

(milioni di Euro)  2010 2009
     
Shock-up (variazione cambio Euro/dollaro +10%) 4,1 (14,0)
Shock-down (variazione cambio Euro/dollaro -10%) (4,4 17,0

Rischio di tasso di interesse
Il rischio di tasso di interesse identifica la variazione dell’andamento futuro dei tassi di interesse che potrebbero determinare maggiori costi per il Gruppo. Il contenimento del rischio di tasso viene perseguito mediante l’utilizzo di contratti derivati come Interest Rate Swap e Interest Rate Option (plain vanilla).
La seguente tabella rappresenta l’impatto sull’utile ante imposte (a causa di variazioni del fair value delle attività e delle passività finanziarie) e sul patrimonio netto di Gruppo (dovuto a variazioni del valore equo degli strumenti derivati in cash flow hedge) del cambiamento del tasso di interesse del +/-1%, mantenendo fisse tutte le altre variabili.

Impatto a Conto Economico

(milioni di Euro)  2010 2009
     
Shock-up (variazione cambio Euro/dollaro +1%) (1,3) (4,1)
Shock-down (variazione cambio Euro/dollaro -1%) 1,7 6,6


Impatto a Patrimonio Netto
 

(milioni di Euro)  2010 2009
     
Shock-up (variazione cambio Euro/dollaro +1%) 23,7 4,4
Shock-down (variazione cambio Euro/dollaro -1%) (24,3) (4,7)


Rischio commodity

Il rischio prezzo delle merci è insito nella variazione inattesa dei prezzi delle materie prime,dell’approvvigionamento dei servizi, dei prodotti finiti e dei servizi immessi sul mercato per la
vendita.
L’attuale politica di gestione del rischio prezzo commodity petrolifere prevede che vengano adottati strumenti e metodologie idonee al raggiungimento dei valori medi annui dei prezzi rilevati dalle quotazioni Platt’s sia per le materie prime sia per i prodotti finiti. Obiettivo definito nella policy di Risk Management è quello di raggiungere il margine di raffinazione medio annuo secondo la struttura industriale esistente.
Al fine del conseguimento del margine di raffinazione medio annuo il Gruppo utilizza strumenti derivati come Futures, Commodity Swap e Commodity Option con sottostante grezzi e prodotti petroliferi.

La tabella sotto riportata considera gli strumenti finanziari derivati legati a diverse tipologie di commodities, oil ed energy, e rappresenta a fronte di ragionevoli cambiamenti dei prezzi, mantenendo fisse tutte le altre variabili, l’impatto sulle variazioni dell’utile ante imposte (a causa di variazioni del fair value delle attività e delle passività finanziarie) e del patrimonio netto di Gruppo (dovuto a variazioni del valore equo degli strumenti derivati in cash flow hedge) del cambiamento del prezzo delle commodity del +/-20%.
 
Impatto a Conto Economico 

(milioni di Euro)  2010 2009
     
Shock-up (variazione prezzo commodities +20%) (1,2) 4,0
Shock-down (variazione commodities -20%) 1,2 4,0

 
Impatto a Patrimonio Netto

(milioni di Euro)  2010 2009
     
Shock-up (variazione prezzo commodities +20%) 9,6 (0,9)
Shock-down (variazione commodities -20%) (9,5) 0,9

Rischio prezzo azionario
Il rischio prezzo azionario è rappresentato nel 2009 da impieghi a breve termine di liquidità in fondi comuni di investimento e Sicav.

Al 31 dicembre 2010 il rischio in essere e i relativi shock non risultano significativi.

Strumenti derivati utilizzati
Le principali tipologie di strumenti derivati adottati nella gestione dei rischi finanziari, con il solo fine di copertura, sono i seguenti:

Opzioni: contratto con il quale una delle parti, pagando un corrispettivo (premio) all’altra parte, acquista il diritto di comprare (call option) o di vendere (put option), a una data futura, un certo quantitativo di strumenti finanziari (sottostante) a un prezzo stabilito (prezzo di esercizio);

Forward o contratti a termine: prevedono l’acquisto o la vendita tra due parti di un determinato bene (sottostante) a una data futura e a un prezzo prefissato al momento della stipula del contratto; rientrano in questa categoria anche i contratti futures, che a differenza dei contratti forward, sono contratti standardizzati, negoziati in  lotti e per scadenze predeterminate all’interno di mercati regolamentati.

Swap: contratto che determina tra due parti lo scambio di flussi di pagamenti a date certe. I pagamenti possono essere espressi nella stessa valuta o in valute differenti e il loro ammontare è determinato in relazione a un sottostante.

Il sottostante può essere di vario tipo e influenza notevolmente le caratteristiche del contratto che può assumere, nella prassi, svariate forme.

Gli strumenti derivati perfezionati da ERG e volti a fronteggiare l’esposizione ai rischi finanziari in essere al 31 dicembre 2010 sono:

Derivati su tasso di interesse

  • strumenti di tipo Interest Rate Option che consentono di fissare dei limiti superiori (cap) e inferiori (floor) alle oscillazioni del tasso di interesse relativamente a finanziamenti indicizzati a un tasso variabile;
  • strumenti di tipo Interest Rate Swap per ricondurre al profilo di rischio ritenuto più opportuno i prestiti bancari a tasso fisso e variabile. Gli IRS prevedono che le controparti, con riferimento a un valore nozionale definito e a scadenze temporali prefissate, scambino tra loro flussi di interesse calcolati in relazione a tassi fissi o a parametri di tasso variabile in precedenza concordati;

Derivati su cambio

  • strumenti di tipo FX Forward (Compravendite a termine di divisa) utilizzati per la gestione rischio cambio sulle disponibilità o sui fabbisogni di valuta estera attese nei periodi di riferimento. Si tratta di contratti aventi come oggetto l’acquisto o la vendita di una valuta con consegna a una certa data futura ed a un prezzo prefissato. In tali contratti la parte che si impegna a comperare la valuta assume una posizione “lunga”; di converso, la parte che si impegna a vendere la valuta assume una posizione “corta”;
  • strumenti di tipo FX Option (Opzioni su valuta) utilizzati per la gestione rischio cambio. Si tratta di contratti che, a fronte del pagamento di un premio, danno il diritto di acquistare o vendere un determinato quantitativo di divisa ad un determinato cambio (strike price) ad una scadenza prefissata;

Derivati su commodity

  • strumenti di tipo Futures per la gestione del rischio volatilità del prezzo delle commodity che costituiscono le giacenze di magazzino. Tali contratti vengono negoziati sul mercato regolamentato attraverso una istituzione finanziaria con la qualifica di clearing member. Tali strumenti finanziari prevedono l’acquisto e/o la vendita a termine di determinati quantitativi (lotti) della commodity sottostante, le cui caratteristiche standard sono definite e regolate dalla borsa di riferimento; il regolamento a scadenza dell’operazione può avvenire sia tramite consegna fisica del sottostante (physical delivery) che tramite liquidazione finanziaria del valore finale dello strumento (cash settlement).
  • strumenti di tipo Swap utilizzati per la gestione rischio volatilità del prezzo delle commodity, sugli acquisti e vendite attese nei periodi di riferimento. Si tratta di contratti stipulati con società internazionali specializzate che operano nel settore delle commodity e con le principali banche nazionali e internazionali. Gli Swap sono accordi diretti tra due società per lo scambio, a date definite, di flussi di pagamenti futuri indicizzati ai prezzi di determinate commodity.
    In particolare gli Swap sono utilizzati su greggi (Brent Dated), prodotti petroliferi (Gasoil, Gasoline, Fuel Oil 3,5%, Fuel Oil 1%, Jet Fuel e altro), crack spread e su formule gas;
  • strumenti di tipo CfD (Contract for Difference),utilizzati per la gestione del rischio volatilità del prezzo dell’energia elettrica; tale strumento consente di acquistare o di vendere in maniera sintetica quantità di energia elettrica liquidando a scadenza il differenziale tra il prezzo concordato e il prezzo di mercato rilevato nel periodo di riferimento.

Riepilogo degli strumenti derivati utilizzati
Gli strumenti derivati perfezionati da ERG sono volti a fronteggiare l’esposizione al rischio prezzo commodities, rischio di tasso di cambio e di tasso di interesse al 31 dicembre 2010 sono i seguenti:


Tipologia Richio coperto   Nozionale  di riferimento Fair Value 31/12/2010

Strumenti in Cash Flow Hedge        
A Interest Rate Swap e Interest Rate Cap Rischio economico tasso di interesse migliaia di Euro 743.172 (30.106)
B Swap copertura rischio prezzo su greggi Rischio transattivo commodity barili 92.250 5
C Swap copertura rischio prezzo su prodotti Rischio transattivo commodity tonnellate 124.000 (194)
D Commodity futures Rischio transattivo commodity barili 150.000 231
E Swap copertura rischio prezzo gas Rischio transattivo commodity milioni di SMC 307.903 5.120
F Derivati su cambi Rischio transattivo cambio migliaia di dollari - -
  Totale strumenti in Cash Flow Hedge       (29.944)
           
  Strumenti in Fair Value Hedge        
G Swap copertura rischio prezzo su greggi Rischio transattivo commodity barili 599.000 127
           
  Totale strumenti in Fair Value Hedge       127
           
  Strumenti non Hedge Accounting        
H CFD di copertura rischio prezzo energia elettrica Rischio variazione prezzo energia elettrica MWh 131.280 (165)
I Forward su cambi di breve periodo Rischio transattivo cambio migliaia di Dollari 45 (285)
J Interest Rate Collar e Interest Rate Swap Rischio economico tasso di interesse migliaia di Euro 26.425 (580)
           
  Totale strumenti non Hedge Accounting       (1.030)
           
  TOTALE STRUMENTI DERIVATI GRUPPO ERG       (25.847)


Strumenti in
Cash Flow Hedge

A.    Interest Rate Swap e Interest Rate Cap 
Operazioni a copertura del rischio economico “tasso d’interesse” derivante dal rischio variabilità del tasso d’interesse pagato sui finanziamenti.

I nozionali di riferimento delle coperture si riferiscono alle seguenti società:

  • ERG S.p.A.
  • Parchi eolici del Gruppo ERG Renew;
  • ERG Power;
  • ISAB Energy.

Al 31 dicembre 2010 si rileva un fair value complessivo negativo pari a 30,1 milioni rilevato nella riserva di Cash Flow Hedge.

B.    Swap copertura rischio prezzo su greggi
Operazioni swap a copertura del rischio di variazione dei prezzi sugli acquisti futuri di materie prime. Trattasi di contratti con cui le parti si impegnano a versare o a riscuotere ad una scadenza pattuita la differenza tra il prezzo a pronti ed il prezzo a termine relativo al quantitativo di greggio di riferimento (capitale nozionale). Il regolamento fra le parti riguarda unicamente il differenziale dei prezzi e non comporta alcuno scambio di merci, pur garantendosi l’esistenza del sottostante.
Il fair value al 31 dicembre 2010 non risulta significativo.

C.    Swap copertura rischio prezzo su prodotti
Operazioni swap a copertura del rischio di variazione dei prezzi sulle vendite future di prodotti. Trattasi di contratti con cui le parti si impegnano a versare o a riscuotere ad una scadenza pattuita la differenza tra il prezzo a pronti ed il prezzo a termine relativo alle quantità di prodotti di riferimento (capitale nozionale). Il regolamento fra le parti riguarda unicamente il differenziale dei prezzi e non comporta alcuno scambio di merci pur garantendosi l’esistenza del sottostante.
Al 31 dicembre 2010 si rileva un fair value complessivo negativo pari a circa 0,2 milioni rilevato nella riserva di Cash Flow Hedge.

D.    Futures a copertura rischio prezzo su greggi
Operazioni futures a copertura del rischio di variazione dei prezzi sulle quantità di grezzo detenute in magazzino. Trattasi di contratti con cui le parti si impegnano  ad acquistare e/o a vendere a termine un determinato quantitativo di lotti di grezzo. Il regolamento monetario fra le parti avviene sulla base della differenza di prezzo. Il fair value al 31 dicembre 2010 risulta positivo per 0,2 milioni.

E.    Swap copertura rischio prezzo su gas
Operazioni swap a copertura del rischio di fluttuazione del prezzo delle formule gas relativamente a contratti di fornitura e somministrazione.  Sono contratti con cui le parti si impegnano a versare o a riscuotere ad una scadenza futura pattuita la differenza tra il prezzo fissato ed il prezzo rilevato nel periodo moltiplicato per le quantità oggetto del contratto.
Al 31 dicembre 2010 si rileva un fair value complessivo positivo pari a circa 5,1 milioni.

F.    Derivati su cambi
Al 31 dicembre 2010 risultano in essere operazioni di tipo option a copertura del rischio di variabilità, in relazione all’oscillazione del rapporto di cambio tra la divisa di denominazione (USD) e la moneta di conto (Euro) del controvalore di parte delle vendite in divisa attese.
Il fair value al 31 dicembre 2010 non risulta significativo..

Strumenti in Fair Value Hedge
G.    Swap copertura rischio prezzo su greggi
Operazioni swap a copertura del rischio di variazione dei prezzi di materie prime già acquistate al 31 dicembre 2010. Trattasi di contratti con cui le parti si impegnano a versare o a riscuotere ad una scadenza pattuita la differenza tra il prezzo a pronti ed il prezzo a termine relativo al quantitativo di greggio di riferimento (capitale nozionale). Il regolamento fra le parti riguarda unicamente il differenziale dei prezzi e non comporta alcuno scambio di merci, pur garantendosi l’esistenza del sottostante.
Al 31 dicembre 2010 si rileva un fair value complessivo positivo di importo non rilevante.
Coerentemente, le materie prime oggetto di copertura sono adeguate per riflettere a conto economico le variazioni del fair value associate al rischio coperto.

Strumenti non Hedge Accounting
H.    Swap copertura rischio prezzo su prodotti
Operazioni CFD a copertura del rischio di variazione del prezzo dell’energia elettrica relativamente a contratti di acquisto a termine di energia elettrica. Sono contratti mediante i quali le parti si impegnano a liquidare a scadenza il differenziale tra il prezzo concordato in contratto e il prezzo di mercato rilevato del periodo di riferimento, moltiplicato per le unità contrattate .
Al 31 dicembre 2010 si rileva un fair value complessivo negativo di importo non rilevante.

I.    Forward su  cambi di breve periodo
Operazioni a copertura del rischio di cambio sui flussi finanziari generati dagli acquisti di materie prime e dalla vendita di prodotti finiti attesi nel mese di gennaio 2011.
Al 31 dicembre 2010 si evidenzia un fair value negativo pari a circa 0,3 milioni rilevato a conto economico.

J.    Interest Rate Collar e Interest Rate Swap

A fronte di finanziamenti in essere al 31 dicembre 2010, sono in essere operazioni di tipo Interest Rate Swap sul tasso di interesse.
A fine periodo si evidenzia un fair value complessivo negativo pari a circa 0,6 milioni, la cui variazione è rilevata a conto economico.